Sensualità e protesta sociale sono state categorie primarie nell’evolversi della sua pittura. Fondendosi hanno finito per generare un tipo di allucinazione visiva, nella quale moto e colore, frammento e levitazione, taglio inusitato di una prospettiva e fremere di un corpo alimentato dalla passione come un incendio dal vento, compongono immagini che hanno riscontri nella dinamica della pittura figurativa degli ultimi anni. Singolarmente, le opere di Ennio Calabria anticipano quel tema del fluttuare solitario di figure in uno spazio intensamente cromatico. L’artista, originario di Tripoli, vive e lavora a Roma. Riconosciuto dal mondo dell’arte come importante esponente del figurativismo europeo, inizia la sua carriera nel 1958, quando espone la sua prima personale presso la galleria La Feluca di Roma.
Immediatamente individuato dalla critica d’arte fra i pittori più significativi della generazione emersa tra il 1950 e il 1960, Ennio Calabria fa presto a crearsi un posto fra gli artisti di valore. A valutarlo positivamente è anche quella critica più lontana dalle sue posizioni. Il fatto è che Calabria, sin dall’inizio della sua carriera d’artista e quindi lungo l’intero percorso della sua ricerca, ha rivelato una così folta ricchezza di motivi e una tale energia figurativa che non poteva accadere diversamente. Da principio è stato soprattutto il suo straripante talento a muovere un simile interesse, ma in seguito, insieme al carattere evidente delle sue doti, a sollecitare il rapporto critico con le sue immagini, è stata anche e particolarmente l’attualità dei problemi di cui le immagini delle sue opere apparivano e appaiono prepotenti metafore. Un anno dopo espone alla VIII Quadriennale di Roma dove tornerà nel 1972, nel 1986 e nel 1999. Nel 196  con i pittori Attardi, Farulli, Gianquinto, Guccione, Vespignani e i critici Micacchi, Del Guercio e Morosini, fonda il gruppo “Il pro e il contro”. Nel 1964 è invitato alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Realizza la sua prima mostra antologica alla Rotonda della Besana, a Milano; ripresentata nel 1987 a Roma, a Castel Sant’Angelo. Nel 1979 l’Istituto Italiano di Cultura a Vienna gli dedica un’antologica di grafica. Due anni dopo espone al centro Olivetti di Città del Messico e nel 1982, al Museo Aalto di Iyvaskyla (Finlandia).
Dopo le personali in gallerie a Roma (1985) e a Milano (1985), Ennio Calabria espone alla Gucci’s Gallery di New York (1985). Il 1987 è l’anno della sua grande antologica a Castel Sant’Angelo a Roma. Nel 1992 partecipa all’International Exposition di Chicago e due anni più tardi espone al Palazzo dei Papi di Viterbo. Negli anni Novanta esegue il ciclo pittorico “Ambiguità dell’intravisto” che viene esposto in numerose città italiane e all’estero. Dopo la personale dedicata al ciclo “La sintassi della strada” presso il Museo Civico di Chieti (2002), nel 2004 presenta la serie di ritratti di Giovanni Paolo II al Museo Vittoria Colonna di Pescara e alla Reggia di Caserta. La continua attenzione dell’artista verso i mutamenti epocali, rende il contenuto della sua pittura e del suo pensiero una forte testimonianza della contemporaneità. Nel corso di tutta la sua attività artistica Ennio Calabria ha ricevuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti.

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