Leggere, leggere e ancora leggere. Che lo si faccia sfogliando le pagine cartacee o semplicemente spostando un dito su un supporto tecnologico il concetto è lo stesso: leggere è fondamentale, divertente, istruttivo e motiva la fantasia. Oggi, secondo molti, la routine frenetica non permette di avere tempo per quest’hobby. E allora? Lo si può recuperare durante gli spostamenti. La notizia, lanciata dal magazine americano “Bookriot”, ha fatto già il giro del mondo. L’articolo sottolinea come uno dei grandi piaceri di spostarsi con i mezzi pubblici sia proprio avere l’occasione di leggere e spiare quel che leggono le altre persone. Estremamente affascinante quindi sfruttare i mezzi di locomozione pubblici per incoraggiare la curiosità delle persone verso i libri e l’abitudine alla lettura. L’idea? È di tre studenti della Miami Ad School: Max Pilwat, Keri Tan e Ferdi Rodriguez. Si tratta di vere e proprie biblioteche metropolitane digitali allestite all’interno della metropolitane. Le pareti delle stazioni e dei vagoni vengono rivestite con pannelli che raffigurano scaffali ricolmi di libri. Di ogni testo è visibile il dorso o l’intera copertina dove è riportato un codice a barre digitale: un QR Code scansionabile tramite tablet, e-book reader e smartphone. I passeggeri viaggiatori possono scannerizzare il codice a barre del volume che loro interessa e ottenere gratuitamente un’anteprima delle prime dieci pagine del testo. Di seguito compare l’indicazione della più vicina biblioteca o libreria dove è possibile trovare il volume in questione. I tre studenti sfruttano la Near Field Communication, una tecnologia per smartphone e tablet in grado di stabilire una comunicazione radio tra dispositivi posti a diretto contatto o a distanza di qualche centimetro. In futuro tramite transazioni contactless, scambio di dati e configurazione semplificata di modalità di comunicazioni più complesse come la tecnologia Wi-Fi renderanno l’ingegnosa idea ancor più fruttuosa. Le aspettative? Il progetto, al momento in fase di attuazione nella città della Florida, servirebbe non solo a ravvivare l’interazione tra biblioteche o librerie e utenti, ma anche a sviluppare influenze e fusioni tra le forme di stampa pubblicitaria più comuni e le nuove tecnologie. Questo modo totalmente nuovo di leggere potrebbe essere spunto per il nostro paese dove gli ultimi dati del “Centro per il Libro e la Lettura” sull’acquisto e la lettura di libri in Italia non sono affatto rincuoranti.
Secondo lo studio dell’agenzia di rilevamento Nielsen i dati relativi al triennio 2011-2013 fanno segnare un calo medio sia nella percentuale dei lettori che passa dal 49% al 43% della popolazione, sia degli acquirenti che scende dal 44% al 37%. L’Italia rimane inoltre un paese spaccato a metà dove si comprano e leggono libri soprattutto nel Centro-Nord. La fotografia scattata da Nielsen mostra un paese in cui il 37% della popolazione che ha acquistato almeno un libro nel 2013, è costituita per la maggior parte da diplomati/laureati, con un profilo giovane tra i 25 e i 34 anni, e in maggioranza donne: il 41% contro il 33% degli uomini. Ulteriore discriminante è la fascia di reddito: più gli individui sono benestanti, maggiore è la loro predisposizione a investire in libri. Aspetto fortemente condizionato dalla crisi è quello riguardante quali testi sono maggiormente acquistati. Più della metà dei libri è compresa nella fascia di prezzo medio-bassa: il 28% riguarda i titoli sotto i 5€, il 31% quelli tra i 6€ e i 10€. Come possiamo notare dalle percentuali, mentre cala la quantità dei libri acquistati, aumenta quella dei volumi in prestito. Il risultato è che in Italia si legge più di quanto si acquista: il 43% della popolazione ha letto almeno un libro. Le lettrici, anche in questo caso risultano in maggioranza rispetto ai lettori, il 48% delle donne contro il 38% degli uomini e la fascia di età più forte è quella dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni, dove i lettori si attestano al 60%. Il genere preferito è la narrativa con il 71% di gradimento, seguita da biografie/autobiografie e dai libri storici. Che l’Italia e i suoi cittadini debbano migliorare è fatto ovvio. Come farlo è ancora tutto da vedere e l’idea dei tre americani non è da sottovalutare, ovviamente adeguandola alle abitudini dei nostri concittadini e alla situazione economica in cui versa il nostro paese.

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