Futuro più eco sostenibile anche per aree finora destinate a discarica di rifiuti solidi urbani. È il caso di contrada Cava dei Modicani, nel territorio di Ragusa, l’area dove anni fa è stata realizzata la discarica sub-comprensoriale che serve i Comuni montani (Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo, Giarratana) e il Capoluogo di Provincia. Qui un innovativo progetto avviato dal Comune nel 2010 ha previsto la creazione di un impianto di recupero energetico del biogas che trasformi i rifiuti, o almeno una buona parte di essi, in vera e propria risorsa. L’idea lanciata è stata quella di recuperare e sfruttare il cosiddetto “gas di discarica”, prodotto dalla prima vasca ormai satura. La discarica è infatti equiparabile ad un bioreattore: a seguito dello stoccaggio dei rifiuti solidi e del loro conferimento nella vasca di contenimento, si avvia un processo di degradazione chimico-fisicobiologico dei materiali e la conseguente produzione di biogas. Nel corso della decomposizione dei rifiuti si sviluppano, infatti, una serie di prodotti gassosi, la cui miscela è comunemente indicata col nome suddetto. La sua composizione è assai eterogenea: metano, azoto, ossigeno, anidride carbonica, idrogeno, monossido di carbonio, solfuri e altre sostanze, che ben si prestano alla possibilità di un recupero per la produzione di energia. Appaltatrice del bando, a realizzare la progettazione, la costruzione e lo sfruttamento dell’impianto, è stata l’azienda Linea Energia, ausiliata dalla ditta Asws International. Un’assistenza tecnica è stata richiesta allo studio associato Siat di Ragusa mentre la conduzione dell’impianto è stata affidata da Linea Energia all’azienda ragusana Areatech. Il Comune riceve invece una quota annuale per lo sfruttamento del biogas trasformato in energia poi immessa sul mercato nazionale mediante l’impianto di rete elettrica di trasmissione Enel. Complessa è la captazione del gas di discarica che avviene attraverso l’installazione di sistemi di raccolta che permettono di convogliarlo, favorendo il suo allontanamento dalla massa di rifiuto, attraverso una serie di condotti e mediante un sistema di ventilazione appositamente studiato. Una rete di trasporto del gas di discarica, poi, permette, attraverso separatori di condensa e convogliamenti alla vasca di raccolta del percolato, di inviare all’impianto quella che sarà la risorsa da trasformare per produrre energia. Si lavora mediante stazioni di regolazione a cui è stato affidato il compito d’accentramento dei controlli qualitativi del biogas. Ogni linea dispone di valvole ad otturatore.
Il sistema permette di centralizzare le operazioni di regolazione senza così intervenire fisicamente sulla discarica, e sfruttando i vari punti di controllo è possibile misurare con facilità la depressione applicata alle linee dei singoli pozzi e la qualità del biogas stesso. Complesso ma al tempo stesso semplice, il procedimento avviato all’interno dell’impianto. Il biogas aspirato dalla rete di captazione giunge alla centrale d’estrazione tramite una linea principale. Poi è convogliato ad un separatore ciclonico avente duplice funzione, la separazione delle particelle d’acqua e quella di filtro per le impurità. Il gas di discarica prodotto dal corpo rifiuti viene raccolto e convogliato ad un sistema di trattamento preliminare, prima dell’invio ai motori endotermici dove a seguito di un processo di combustione del gas avviene la produzione di energia elettrica, poi immessa nella rete nazionale in media tensione. La disposizione in container dei motori e delle apparecchiature elettriche è stata prescelta con l’obiettivo di limitare quanto più possibile l’impatto visivo e acustico della centrale, garantendo altresì un’estrema flessibilità di gestione dell’impianto.
Ognuno dei due motori, della potenza di targa di 499 Kw, è equipaggiato con un brevettato sistema di abbattimento dei residui di combustione che consente lo scarico in atmosfera tramite camini rispettando i più restrittivi limiti normativi in materia. A valle dei gruppi è installata la stazione di trasformazione 380 V/20.000 V. Il biogas rappresenta senza dubbio una fonte di energia alternativa molto valida se si considera, come spiegato nei rapporti tecnici di Linea Energia, che il fabbisogno di un Paese come l’Italia potrebbe trovare nella misura di un 10-20% un combustibile alternativo proprio come quello derivante dalle biomasse. L’aspetto probabilmente più interessante è la natura giuridica di Linea Energia che è una società per azioni del gruppo Lgh, acronimo di Linea Group Holding, l’operatore multiservizio nato dall’unione di cinque multiutility storiche radicate nei territori di Bergamo, Crema, Brescia, Cremona, Lodi e Pavia. Una municipalizzata che nasce però con la logica del gruppo pur mantenendo un forte radicamento sul territorio. Quando insomma il settore pubblico riesce a far qualcosa di positivo evitando di creare i soliti inutili carrozzoni.

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