I tempi cambiano ed anche le usanze. Se una volta le persone appartenenti ai gruppi LGBT erano ghettizzate, al giorno d’oggi l’orgoglio gay viene rivendicato alla luce del sole e questo chiaramente si rifrange sull’economia, in particolare anche sulla fetta che riguarda il turismo, che ha individuato nella categoria LGBT un’ottima chiave di successo e guadagno. I tour operator, le crociere, le linee aeree ed anche gli enti turistici nazionali hanno fiutato l’affare e cogliendo la palla al balzo hanno ideato pacchetti turistici legati al mondo gay friendly creando delle offerte specifiche. In Italia, ad esempio, è nato Quiiky, il primo tour operator ad essi dedicato. Da segnalare è anche Expo Turismo Gay, il primo appuntamento fieristico B2B. La significatività di tale comparto è stata confermata anche da Alessio Virgili, ambasciatore italiano dell’IGLTA, Internatonal Gay & Lesbian Travel Association (associazione delle imprese turistiche gay presenti nel mondo, l’unica accreditata presso l’ONU). Secondo i dati forniti dallo stesso Virgili, in Europa, i gay sono circa 22,6 milioni con una capacità di spesa turistica che varia tra i 48 e i 52 miliardi di euro. In Italia, il volume di affari generato dal turismo LGBT si aggira tra i 2,5 e i 2,7 miliardi di euro. Il fatturato annuo generato rappresenta circa il 7% di quello complessivo legato al turismo.  A quanto pare, analizzando nel dettaglio questi dati, il turista che si identifica nella categoria LGBT ha un profilo ben determinato. Fa dalle due alle cinque vacanze l’anno, cercando di risparmiare ma al contempo usufruire di strutture e luoghi esclusivi, scegliendo come periodo di tempo per partire i mesi che sono meno carichi da impegni lavorativi come ottobre, settembre e febbraio. Il dato che però fa brillare di più gli occhi degli addetti ai lavori del settore turistico è che il turista LGBT spende il 40% in più di un turista etero, tra i 4000 ed i 6000 euro. Il turista LGBT sceglie dove andare in base al clima, alla cucina e al benessere. Nel dettaglio – sempre secondo i dati forniti da Virgili – nel caso di vacanze lunghe, clima, cucina e benessere sono determinanti per il 28%, mentre per i week end per il 22%. Al secondo posto segue la natura (il 18% nel caso di vacanze lunghe e il 13% per i week end), l’arte e la cultura (17% vacanze e 21% week end). In Italia i punti di maggiore attrazione sono sparsi un poco ovunque lungo il territorio nazionale ma prevalentemente in luoghi di mare. In Sicilia troviamo strutture ed iniziative a Taormina, Palermo con vari festival che sono stati messi in opera negli anni passati e Catania con una delle comunità Arcigay più attive in Italia. Uno dei paesini del Sud–Est siciliano, Noto, tradizionalmente centro di clero e nobiltà siciliana con presenza omosessuale forte seppur nascosta al pubblico giudizio, si è adeguato rapidamente ai tempi. Negli anni passati, il paese, in concomitanza con l’Infiorata, uno degli eventi più importanti che richiama decine di migliaia di turisti ma anche durante il periodo estivo, ha visto la creazione di eventi, workshop e rappresentazioni dedicati alla cultura LGBT.

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