Terre per viaggiatori forti e audaci. Ha tinte forti l’arcipelago di Lillo Messina, un tracciato d’incanto si dischiude dal blu intenso del mare, terre e acque s’aprono all’orizzonte, ed egli come Rustichello da Pisa, inizia a raccontarci delle porpore di Tiro e delle sete della principessa cinese Xi-Ling-Shi, dei tappeti tartari di quelle tonalità che hanno incantato Rubens e Weermer.
Qui ci sono i colori della speranza, impressi negli occhi dei migranti c’è la forza dei sogni di mille e mille uomini e donne andati per le acque, di terra in terra di mare in mare. È la vita che resta impressa sulla tela, nel profondo ci sono tracce intime del tormento dell’animo umano, affiorano partenze si intravedono ritorni. È immenso il mare di Lillo!
L’artista nasce nel 1941 a Messina dove inizia gli studi artistici presso l’Istituto d’Arte, proseguiti poi a Reggio Calabria. Nel 1961 si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Inizia una lunga serie di mostre personali. Tra le più importanti ricordiamo, quella nel 1970 a Milano presso la Galleria “Ciovasso”. Nel 1971 si aggiudica il Xl Premio Nazionale Capo d’Orlando. Nel 1973 espone alla Galleria Nuova Pesa di Roma. Nel 1974 espone alla Bedford House Gallery di Londra, nel 1975 partecipa alla X Quadriennale d’Arte di Roma. Dal 1976 al 1980 espone in mostre personali in diverse città Livorno, Mantova, Parma, Milano, Palermo, e ancora Londra, Roma, Bologna, Cosenza. Nel 1993 Mostra Antologica presso il Museo di Roma Palazzo Braschi. Nel 2008 la grande mostra organizzata da Amedeo Fusco, presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo di Roma. 2010 esposizione di gruppo Omaggio a G. De Chirico a Roma, Miami (USA), Los Angeles (USA), New York (USA), nel 2012 “Visioni dall’arte contemporanea” presso i Dioscuri al Quirinale a Roma.
Mostra personale presso lo spazio ex depo’ ad Ostia Lido. “Artisti di Sicilia” all’ex stabilimento Florio a Favignana, a Palazzo S. Elia e al Castello Ursino di Palermo. Mostra personale presso l’Officina della Memoria e dell’Immagine a Fiuggi. Egli ha ali e occhi di un Albatros fedele e discreto, scruta dall’alto fra le ombre delle rocce assolate. Fermandosi con attenzione, dinanzi all’opera del maestro, si coglie l’assenza di “el hombre de carne e huesos”, riflettendo però, è facile scoprire che il tormento dell’animo dell’artista ha sicuramente l’uomo al centro del proprio pensiero. Ecco allora che diventa più facile scorgere, fra la roccia scavata dal tempo,gli sguardi profondi della gente di mare, tracce del paese che abita il cuore di Lillo Messina. Nelle ultime opere l’artista, che ha ali di gigante, volteggia sul suo immaginario territorio e vi immette con chiara definizione segni e simboli del nostro tempo: grosse catene della marineria, scafandri, marchingegni tecnologici che danno presentimenti di non sicura navigazione, e trasfigurati immagini di reperti: detriti e avanzi, che la civiltà dei consumi, iattura della nostra epoca, vomita senza posa su un’umanità gaudente e vittima ad un tempo, marcando cime innevate, fiumi con acque una volta cantate dai poeti, laghi e mari, fino a dar sembianza di isola all’ammasso di frammenti di plastica nell’immenso oceano.
Il suo valore va ben al di là dell’eccellenza tecnica per calarsi in un sistema iconografico e stilistico che manifesta una personalità spiccata e una intelligenza singolare del fenomeno figurativo. Tutta la critica che si è occupata della sua opera ha rimarcato il legame tra l’arte di Messina e la sua terra siciliana. E non c’è dubbio sul fatto che il pittore sia ripieno di quelle immagini di cielo, terra e mare riscontrabili nel peregrinare lungo l’isola meravigliosa su cui ha mosso i primi passi. Adesso Messina è a un punto singolare e inatteso.

Cit. G. Stella, R. Sprovieri, C. Strinat

1 Ti piace