“Entrando in uno spazio architettonico le persone dovrebbero provare una sensazione di armonia, come se stessero in un paesaggio naturale” – Zaha Hadid.

In occasione dell’anniversario della sua morte, mi sembra doveroso ricordare una delle Archistar più famose al mondo: Zaha Hadid (Baghdad 31/10/1950 – Miami 31/03/2016).

Architetto, designer, docente, artista. Donna irachena di grande coraggio e tenacia, dalla personalità straordinaria e spavalda. Padrona assoluta dell’architettura contemporanea al femminile e genio indiscusso dell’arte del progettare.
Ecco chi era Zaha Hadid: una laurea in matematica all’American University di Beirut e una in architettura all’Architectural Association di Londra. Era il 1988 quando Philip Johnson organizzò presso il MOMA di New York, la mostra Deconstructivist Architecture, invitando professionisti che avevano sviluppato nuove teorie e pratiche architettoniche che decostruivano le regole del razionalismo e del postmodernismo dell’epoca. Nell’esibizione spiccavano progetti di Frank O. Gehry, Daniel Libeskind, Peter Eisenmane poi lei, Zaha, unica donna in un mondo ancora fortemente rappresentato da figure maschili.

Il suo stile, fluido e leggero, ricorda le forme naturali ed è stato definito da alcuni critici, una sorta di nuovo barocco, anche grazie all’impiego di nuove tecnologie e materiali come vetro, acciaio, lastre di titanio e plastica. Un’artista che legge nel futuro e riconosce il potenziale del computer facendo del disegno digitale la sua risorsa primaria: insieme a Patrick Schumacher, socio dello studio, dove lavorano oltre 240 architetti, elabora uno stile in cui architettura, paesaggio e pittura astratta si fondono. Curiosa ed in continua evoluzione, ha lavorato anche nella moda, disegnando una collezione di scarpe per Lacoste, una borsa per Louis Vuitton e una linea di gioielli per Swarovski. Zaha Hadid è stata la prima donna a ricevere il premio Pritzker nel 2004, il più importante riconoscimento internazionale nel campo dell’architettura, e anche la prima donna a ricevere la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects, ha vinto la Royal Gold Medal, due RIBA Stirling Prize consecutivi e il titolo di Dame Commander of the Order of the British Empire ma soprattutto, ha vinto grandi sfide.

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