L’immobile, costruito alla fine anni ‘80 in una zona periferica della città di Ragusa, era a servizio dell’ adiacente struttura polisportiva di proprietà comunale. Il progetto infatti ha riguardato il riuso e la riconversione di una ex biglietteria in un bar – bistrot e nasce da un bando pubblico per l’affidamento a privati della struttura con l’intento, non solo di ristrutturare un bene ormai in condizioni fatiscenti, ma principalmente di coniugare le aspirazioni private con le necessità pubbliche. Il concept nasce proprio dal sito dove si trova la vecchia struttura: un vuoto urbano tra la periferia ragusana e le nuove zone di espansione; uno spazio a bassissima densità edificatoria, dai connotati tipici del “non luogo”. La vera sfida raccolta dalla committenza (Adriano Gulino un giovane imprenditore ragusano) insieme al progettista l’arch. Giuseppe Gurrieri (collaboratori Fabrizio Camillieri, Giulia Filetti e Valentina Occhipinti), è stata quella di creare un luogo di aggregazione a servizio della collettività ed innescare un processo di rigenerazione urbana. Ecco che nasce ECO’ che utilizza materiali low cost e di riuso (pannelli di aquapanel e listelli di legno da carpenteria), per creare un nuovo “vestito” attorno all’edificio originario. Sul prospetto a nord, una porzione del rivestimento è stata pensata per essere ribaltata creando dei tavoli esterni. All’interno una quinta smaltata in resina verde, divide la zona di lavoro da quella aperta alla clientela; travi e pilastri sono stati lasciati in calcestruzzo a vista come traccia dell’edificio preesistente; il pavimento è stato realizzato in battuto di cemento industriale lisciato e il bancone è in lamiera di ferro. L’arredo è caratterizzato da oggetti in stile vintage – retrò. Il progetto è stato tra i 42 progetti finalisti al concorso internazionale Archmarathon Awards 2016 e ha vinto il primo premio al concorso internazionale Innovazione e Qualità Urbana 2016.

foto di: Filippo Poli
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