Eco-friendly packaging. Per chi produce e commercializza prodotti, la tendenza ad adottare soluzioni eco diventa uno degli aspetti più importanti. Impegno etico ma anche strategia di business con ritorni d’immagine e risparmio di costi. Rispetto a qualche anno fa, oggi l’attenzione dei produttori, sempre più consapevoli delle problematiche ambientali, è concentrata sulla sostenibilità di tutti i processi: dalla scelta delle materie prime alla produzione, dal trasporto all’installazione, dal consumo alla dismissione. Particolare attenzione è stata dedicata agli imballaggi dei prodotti stessi.

Individuare materiali più leggeri e resistenti ma anche più compatibili al processo di riciclo diventa estremamente importante per le aziende produttrici perché da un lato catturano l’attenzione dei consumatori sempre più attenti ed influenzati dalle certificazioni “eco” e dall’altro ottengono incentivi e risparmio. Il packaging da sempre ritenuto indispensabile veicolo tra azienda e consumatore, involucro destinato a conservare, proteggere e trasportare il prodotto diventa ancor più importante perché simbolo di rispetto ambientale e vantaggio economico. Indagini di mercato mostrano infatti che adottare soluzioni eco nel packaging equivale ad avere benefici e risparmi economici e ambientali per la collettività pari a 540 milioni di euro. Per tali ragioni è responsabilità di chi progetta e produce packaging, come di chi ne commissiona la realizzazione, analizzare: la scelta dei materiali, riciclabili al 100%; il design; le abitudini del consumatore finale e le politiche di smaltimento.

Se un tempo i produttori di imballaggi erano impegnati nel miglioramento delle prestazioni tecniche, oggi il problema diventa quello dello smaltimento. Innovando il packaging in chiave ambientalista, le confezioni dei prodotti vengono ridotte. È così che i fogli di alluminio della cioccolata diventano più snelli, le scatolette e gli altri imballaggi di acciaio riducono il loro peso e volume, le lattine si assottigliano e le bottiglie si alleggeriscono. Tale processo porta allo sviluppo di un nuovo filone di business. Secondo svariate ricerche, la filiera della valorizzazione dei rifiuti da imballaggio ha portato lavoro a circa 16mila addetti, impegnati nel comparto della raccolta e trattamento, e ad altre 36mila unità coinvolte nei settori manifatturieri della trasformazione.

Packaging e ambiente guardano dunque al futuro cosicché una maggiore diffusione della cultura scientifica dell’imballaggio a sostegno dell’ecologia e della salvaguardia ambientale entri nelle aziende diventando il leit motiv dell’ultimo decennio.

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