«Così come esiste un’arte che nasce dal riciclo, esiste un riciclo che, in quanto buona pratica quotidiana realizzabile da ognuno, può essere ritenuto una forma d’arte». Il Museo del riciclo è un’iniziativa che sin’ora ha riscosso un grande successo non solo in Italia ma anche a livello internazionale: nell’ultimo anno il sito ha infatti registrato 150 mila accessi e più di un milione e 700 mila visualizzazioni da parte di visitatori di ben 30 nazioni differenti.
WHO –  Il museo del riciclo nasce nel febbraio del 2010 per iniziativa di Ecolight, uno dei più importanti consorzi dedicati alla raccolta di rifiuti Raee, delle pile e degli accumulatori. Con oltre 1100 aziende, è il terzo consorzio a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. Costituito nel 2004, è stato il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. Rappresentando più del 90% del settore, è punto di riferimento per la grande distribuzione e per i produttori di apparecchi di illuminazione. Il gruppo, forte della sua vocazione alla tutela ambientale, allo scopo di rafforzare la propria attività ma sopratutto di diffondere fra la gente il concetto di coscienza ecologica, ha voluto realizzare questa iniziativa originale e unica nel suo genere. «La cura dell’ambiente necessita di attenzioni che ciascuno può e deve adottare». Se Ecolight garantisce un servizio efficiente ed efficace di raccolta e smaltimento, al cittadino così come alle aziende, viene chiesto un corretto conferimento di questi particolari rifiuti.
WHERE –  Il Museo del riciclo lascia alle personalità più creative l’opportunità di offrire il proprio contributo alla protezione ambientale. Il sostegno avviene attraverso la produzione di opere artistiche ottenuto con i Raee, rifiuti che trovano così una nuova ragion d’essere. www.museodelriciclo.it diviene un caleidoscopio di colori e materiali assemblati insieme in produzioni innovative. Suddivis0 in più sezioni dà spazio a oggetti d’arte, design, gioielli, moda, opere architettoniche e strumenti musicali. Oggetti normalmente destinati alla dismissione tornano così di nuovo utili e attuali. Schede madri di computer, floppy disk, tubi catodici, scatole di cartone, plastica, vecchi registratori, segreterie telefoniche, catene di biciclette, pezzi di ferro, ottone e cuoio, batterie esauste e posate sono i componenti delle opere in vetrina. Tutto prende nuova vita con l’aiuto del genio creativo di un gruppo di artisti che ha saputo guardare con occhi diversi.
WHAT – Smontano, tagliano, assemblano, è questo ciò che accomuna i 100 autori presenti attualmente sul portale. Nazionalità, età, stili, settori ed esperienze differenti ma un’unica passione: creare. A partire da Erika Calesini, sensibile, attenta e incuriosita dai mezzi di trasporto o a parte di essi. «Ogni bicicletta è diversa dalle altre. Questi oggetti ossidati dalla storia custodiscono i ricordi e le emozioni provate da chi li ha posseduti, tali creazioni parlano quindi di recupero dei sentimenti». È da tale riflessione che nasce la serie delle biciclette su tela. (copertina) Cambiando settore imperdibili sono i gioielli di Francesca Martella per ‘Alter Forme’ un progetto di alterazione che la vede raccogliere e trasformare tutto quello che la affascina, in particolare i rifiuti tecnologici come computer, tastiere e cavi elettrici. Acciaio inox e plexiglas sono, invece i materiali utilizzati da Matteo Bollati per la realizzazione di ‘Cyclo’ «L’idea è quella di lavorare su un oggetto che solitamente non viene riciclato. Una lavatrice trovata fuori città. Una volta smontatala mi sono accorto che il cestello poteva fungere da tavolino basso. Da qui la decisione di renderla un elemento d’arredo». Opera d’arte per antonomasia è invece il busto rappresentante la testa di un Cavallo di Patrick Alò, le cui opere sono state definite dallo storico dell’arte, Antonio Rocca «Sintesi tra due dimensioni adiacenti eppure così distanti» riferendosi alla disordinata periferia romana che assedia resti di acquedotti o antichi tratti di mura. Carta e cartone sono invece le materie prime per due complementi d’arredo, l’uno realizzato da Mirko Sgaggio e Giulia Menti intitolato ‘Orchestra light blue’: una seduta dalla struttura portante in cilindri di cartone cavo e piano in legno ricomposto, con sovrapposizione di tubi di cartone nei quali sono innestati gli elementi imbottiti. L’altro ad opera di Annarita Mameli e Violetta Canitano, intitolato ‘Bar Code’. Le Ecocentriche ci propongono una struttura in cartone dal design strategicamente accattivante con duplice funzione, seduta o tavolino, elegante e sobria proposta in black and white. Stile metropolitano e dall’aria provocatoria quello di Claudio Salviato che presenta ‘Ironic Light’, una luce da tavolo realizzata utilizzando doccetta, fili di alluminio, parabola e portalampade con lampadina a bassa tensione. Una continua ricerca di nuove forme di lettura abbinata a sempre nuovi linguaggi interpretativi.
Sorprendente poi il lavoro della giovanissima designer di gioielli Ludovica Cirillo, creatrice del marchio ‘Byludo’ con cui propone ecotech bijou, oggetti decorativi realizzati con piccoli pezzi tecnologici in disuso: auricolari, mouse, spinotti e via dicendo. Infine una delle opere di Nando Segreti la cui filosofia è cercare di trattenere gli oggetti buttati via, per farli sopravvivere strappandoli al vuoto, al nulla, alla dissoluzione cui sono destinati.
WHY – Il consorzio Ecolight non si occupa solamente della gestione dei rifiuti, ma promuove anche azioni di valore mirate a sensibilizzare i cittadini sulla necessità di un corretto recupero dei rifiuti. Considerato che l’attività artistica concernente il tema del riciclo e del riuso dei rifiuti è copiosa e variegata: oggetti di design, gioielli, abiti, dipinti, lampade e quadri; il consorzio ha voluto valorizzare questa creatività con l’obiettivo di farne un modello per l’educazione dei consumatori e l’avviamento alla buona pratica del riutilizzo. La scelta di farne un portale internet, infine, deriva dalla volontà di proporre una vetrina gratuita disponibile a tutti, creatori e consumatori. Si consentirà quindi un accesso open e una disposizione di spazio illimitato per l’esposizione degli artisti. Il progetto è una realtà in continua evoluzione. Attraverso il Museo, il consorzio ha sostenuto e promosso due edizioni del concorso internazionale d’arte “Rifiuti in cerca d’autore” organizzato dall’associazione ‘Salerno in Arte’. Da questi due concorsi sono scaturite altrettante partecipazioni alla fiera dell’ecosostenibilità ‘Ecomondo’ di Rimini nel 2010, nel 2011 e nel 2013. In quest’ultima, nello stand del Museo del Riciclo è stato riservato uno spazio al nuovo progetto del consorzio: “RAEE in Carcere”, un piano finalizzato al reinserimento sociale di persone in esecuzione penale.

0