Il concetto di città è centrale nella vita delle persone e nel dibattito sul futuro delle nuove generazioni. Oggi più che mai la definizione di città sostenibile cristallizza numerose sfide. È un momento cruciale. È necessaria la creazione di indicatori comuni. La concezione urbana delle città dipende da una moltitudine di fattori. Cambiamenti climatici, crescita e inquinamento sono le variabili in gioco su cui alcune città del mediterraneo hanno deciso di concentrare i loro sforzi. Un patto, per cercare insieme una strada sostenibile, praticabile e auspicabile ed estendere le migliori pratiche, facendo rete e reciprocamente scuola. Si dice che l’unione faccia la forza ed è indubbio che se le città in qualche modo simili uniscono le forze per migliorare la loro vivibilità, condividendo esperienze sarà più semplice raggiungere gli obiettivi. Per tali ragioni le undici città del Mediterraneo: Atene, Barcellona, Genova, la Comunità del Pays d’Aix, Malaga, Marsiglia, Roma, Siviglia, Salonicco, Torino e Valencia, hanno deciso di concentrare le loro riflessioni e i loro sforzi per prevenire i rischi climatici attraverso la promozione di un modello urbano sostenibile, compatto e multifunzionale. Nasce così l’idea di URBAN EMPATHY, il progetto che riunisce 13 partners europei, con l’intento di migliorare l’efficienza delle politiche urbane sostenibili nel Mediterraneo, tramite CAT-MED, la piattaforma che studia modelli urbani sostenibili a partire dalle caratteristiche specifiche della città classica mediterranea. Trattandosi di città con analogie profonde, pensare a ciò che le accomuna e pensarci insieme è alla base dell’intera iniziativa, così da puntare sulla “rigenerazione” urbana, intesa come processo di strategie, politiche e azioni finalizzate alla realizzazione di uno sviluppo sostenibile. Il progetto Urban Empathy ha stabilito un rapporto diretto tra la prevenzione dei rischi naturali legati, in particolare, al cambiamento climatico e lo sviluppo di un modello urbano basato sulla classica città mediterranea mediante un approccio integrato e in linea con la Carta di Lipsia, la dichiarazione di Toledo e gli obiettivi di Europa 2020, supportato sulla Carta Malaga attraverso l’impegno dei massimi rappresentanti politici degli 11 territori aderenti. Il lavoro è articolato secondo una struttura: la piattaforma CAT MED. Un processo naturale capitalizzazione iniziato promuovendo iniziative come l’insieme delle Politiche per la realizzazione di modelli urbani sostenibili nel Mediterraneo. Precedenti Progetti di cooperazione territoriale dimostrano che ci sono ancora molte disparità nell’applicazione delle direttive europee fra le città dell’aria, malgrado le caratteristiche e le peculiarità comuni. In termini di pianificazione urbana, possono essere evidenziate cinque caratteristiche che accomunano le città del Mediterraneo e che chiaramente le differenziano dalle altre: la densità urbana, concentrazione degli edifici, complessità di usi e funzioni degli edifici, accessibilità ai servizi e alle strutture di base e mobilità urbana. Lanciato nel maggio 2009 a Malaga in Spagna, la piattaforma Cat Med prevede la realizzazione di un piano che punti sulla prevenzione dei rischi naturali legati in particolare al cambiamento climatico e lo sviluppo di un modello basato sulla classica città mediterranea. Nello specifico gli obiettivi dell’intero progetto riguardano:
• la promozione della convergenza degli atteggiamenti verso un modello urbano sostenibile, attraverso indicatori transnazionali.
• la promozione di un’azione comune che definisca gli obiettivi per ridurre le emissioni di CO2 e agire preventivamente contro il cambiamento climatico, grazie a valori ottimali da assegnare a ciascun indicatore.
• la definizione di un modello condiviso di quartiere sostenibile e di soluzioni tale che possa essere efficacemente applicato dalle città del Mediterraneo.
• la definizione di una piattaforma comune che possa diventare strumento di valutazione e supporto alle decisioni attraverso indicatori condivisi con l’integrazione dei dati in un GIS costruito attraverso il sistema transnazionale di indicatori.
• la garanzia dell’attuazione degli obiettivi e delle azioni identificate nel corso del progetto, formalizzato da una carta dei quartieri mediterranei sostenibili.
• la sensibilizzazione dei responsabili metropolitani socio-economici e pubblici (attraverso la guida metodologica dei quartieri sostenibili, gruppi di lavoro e seminari) sulla necessità di modificare il comportamento per prevenire i rischi urbani    connessi al riscaldamento globale.
• Assicurare il coinvolgimento degli attori chiave in ogni territorio nella ricerca di soluzioni pratiche nei i progetti pilota.
• Strutturazione della piattaforma di cooperazione in GECT, struttura operativa per l’attuazione di un “Piano Climatico delle metropoli mediterranee”, che impegni i sindaci delle Metropoli Med.
Il progetto a fronte delle difficoltà relative alla complessità dei tessuti e dei sistemi urbani del Mediterraneo, spesso vincolati da norme che lasciano poco spazio all’innovazione, ha permesso alle città partner di giungere ad un punto di accordo sulle priorità relative la progettazione e la costruzione di spazi sostenibili così da recuperare e valorizzare i componente migliori delle città piuttosto che inventarne di nuovi.

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