“Non esiste il passato. Tutto é simultaneo nella nostra cultura. Esiste solo il presente, nella rappresentazione che ci facciamo del passato e nell’intuizione del futuro”.
Chi ha scritto queste parole non è né uno storico, né un filosofo, né uno scrittore. E’ un architetto. Non un architetto qualunque. Parliamo di Gio Ponti, forse il massimo esponente italiano di quest’arte nel ventesimo Secolo. Passato e futuro, appunto, ovvero gli estremi temporali del nostro vivere quotidiano che sono egualmente indispensabili per il nostro essere e per il nostro continuare ad essere. Il passato, fatto di ricordi, è fondamentale.
Lo è a livello individuale perché ci rammenta da dove veniamo e ci fa capire chi siamo. Lo è a livello collettivo perché crea in ognuno di noi quel sentimento d’identità che ci lega agli altri. Ma la cosa più importante è che ci insegna gli errori commessi dagli uomini e ci stimola a non ripeterli. Il Futuro? Beh… quello non sappiamo come andrà. A volte ce lo chiediamo. A volte lo progettiamo. A volte facciamo finta che non ci sia e viviamo dell’oggi. Il presente invece è composto da attimi che ci permettono di esprimere noi stessi, di interagire con gli altri, di creare relazioni, di crescere, di studiare, di lavorare e di prospettare il nostro domani. C’è chi invece impiega il suo oggi per migliorare il domani degli altri. Lo fanno i ricercatori, lo fanno i progettisti, lo fanno anche alcuni politici e alcune amministrazioni. Sono tanti ma non abbastanza quelli che agiscono per far si che quel futuro, immaginato, sia accessibile anche ad altri. E’ questo il tema di questo numero di primavera. Vi informiamo su fatti e luoghi, vi proponiamo idee e progetti per mostrarvi alcune delle infinite possibilità che il mondo ci mette a disposizione e che non dovremmo sprecare.

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