QUEST’ANNO IN FORMULA SPECIALE

Una edizione insolita quella del 2020 di Ibla Buskers. Il festival degli artisti di strada infatti, quest’anno, in tempo di Covid, è stato costretto a una forte rimodulazione ma non a rinunciare a sognare e a celebrare la memoria storica e la passione per le arti circensi.
Lo fa attraverso un omaggio al grande personaggio Henry Blondeau.
Aeronauta belga, conosciuto in tutto il mondo per le sue acrobazie su una mongolfiera, trovò la morte nel 1890 nel capoluogo ibleo. In occasione del 130° anniversario della tragica scomparsa, Ibla Buskers lo ricorda con l’evento speciale “Blondeau – L’ultimo volo”, in programma dal 16 al 18 ottobre a Ragusa superiore, sul sagrato della cattedrale San Giovanni Battista. Una rappresentazione originale che vedrà coagire teatro, musica, immagini, all’interno di un momento narrativo di grande efficacia che racconterà la storia di un uomo e con essa la Ragusa di fine ‘800, pullulante ed energica. In scena gli attori Roberto Nobile e Massimo Leggio, insieme a un cast di attori professionisti, musicisti, che suoneranno le musiche originali composte da Vincent Migliorisi, e acrobati, oltre a giochi di luce e proiezioni video.

Per rivivere gli avvenimenti del tempo, nel centro storico sarà inoltre allestito un percorso narrativo con foto, documenti e disegni originali, che saranno poi consegnati alla biblioteca civica, e in programma c’è anche una passeggiata, in collaborazione con “Kanimmannira associazione naturalistica”, che ripercorrerà il tragitto fatto all’epoca dai soccorritori per recuperare il corpo di Blondeau (sabato 17 e domenica 18 ottobre). Inoltre, insieme ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale, saranno deposti dei fiori sulla tomba dell’artista.

La storia

Nel 1890 Henry Blondeau fu chiamato a Ragusa per esibirsi in occasione dei festeggiamenti per il patrono San Giovanni Battista; era conosciuto in tutto il mondo per il suo spettacolo ginnico-acrobatico dal trapezio che agganciava alla mongolfiera al posto del cestello.
Nonostante le sue reticenze iniziali a causa del vento poco favorevole e spinto dalla folla desiderosa di assistere al suo spettacolo, l’artista si lanciò, andando incontro alla morte sotto lo sguardo sgomento dei presenti, della moglie e della figlia. Recuperato il corpo nella vallata vicino al fiume Irminio, l’Amministrazione dell’epoca si fece carico della sua sepoltura, dedicando allo sfortunato aeronauta un mausoleo nel cimitero centrale ibleo e promettendo alla vedova di onorarne sempre il ricordo con una cerimonia commemorativa. Promesse purtroppo dimenticate con l’avanzare degli anni che oggi l’evento L’ultimo volo vuole tornare a mantenere.

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