Dal fascino discreto ma sempre più prepotente il modern style diviene icona del mercato odierno. Adatto sia per l’arredamento di case private che per quello di locali pubblici, uffici e ristoranti, l’oggetto nato nel secolo scorso supera il prezioso pezzo d’antiquariato. La parola d’ordine è: modernariato. Un termine d’uso comune utilizzato per indicare il commercio e il collezionismo di quegli oggetti che, non sono così antichi da far parte dell’antiquariato ma appartengono ad un passato relativamente prossimo: il Novecento.

Il modernariato indica quegli stili chiamati Liberty in Italia, Art Nouveau in Francia e Jugendstil in Germania e rappresenta tutto ciò che non è più contemporaneo: dall’Art déco all’oggettistica degli anni Quaranta, Cinquanta e così via sino ai primi anni Ottanta. Una moda dilagante esplosa in parallelo a questo periodo di crisi economica. Costretti dalle circostanze a risparmiare ed arrangiarsi, gli acquirenti di oggi hanno scoperto che si può recuperare il passato.

Trovano così nuova vita mobili e complementi dal sapore familiare come le poltrone o il tavolo da pranzo di casa della nonna. Pezzi di valore firmati da famosi designers italiani come Ettore Sottsass, Achille Castiglioni, Joe Colombo, Vico Magistretti, Osvaldo Borsani,Mario Bellini, Nanda Vigo, Gino Sarfatti, Anna Castelli Ferrieri e stranieri come Olaf Von Bohr, Verner Panthon, Peter Ghizky, per le principali aziende del tempo quali Kartell, Artemide, Flos, Knoll, Zanottta, Cassina, Fonta Arte, Brionvega, Arte Luce. Di plastica o di legno, di acciaio o di vetro sono espressioni di un gusto passato ma non troppo antico che piacciono soprattutto alle nuove generazioni ma conquistano spesso anche i clienti più maturi.

Non tutti però sanno di preciso dove andare a scovare questi pezzi vintage, poiché, se è vero che sempre più comune ne è la vendita, allo stesso tempo è quasi impossibile trovare nei negozi della grande distribuzione articoli di questo genere. Esistono infatti delle nicchie di mercato, non sempre conosciute ai più, che si dedicano in particolar modo alla compravendita di questo tipo di arredi ed oggetti. Per semplificare la ricerca si torna a passeggiare tra i mercatini delle pulci, a curiosare nei piccoli negozi di roba usata, a esaminare gli annunci su internet, a visitare fiere e partecipare ad aste.

Fra i più famosi appuntamenti del modernariato in Italia abbiamo: “Il mercante in Fiera” di Parma, noto per varietà e grandezza. Quando si parla di case d’asta, invece, sono da tenere a mente: Boetto a Genova, Della Rocca a Torino e Pandolfi a Firenze. Non mancano poi negozi specializzati che vendono pezzi d’alta qualità, anche se a cifre decisamente più alte. In questi showroom, troveremo prevalentemente oggetti firmati dai designers del periodo. Diffusisi soprattutto nelle grandi città d’Italia come Roma, dove troviamo Babuino Novecento, Pietralata, Attik, Spazio 900, Lamps 60, Alain, Retrò Design o Milano, sede di Replay, 1380, Area 900, Spazio 900, Neo Retro, Roberta e Basta, Galleria Mk, Fragile, Galleria Cattai, questi atelier del complemento d’arredo si stanno oggi espandendo anche nel resto dello stivale, a partire da Catania, dove, le piccole aziende che un tempo si occupavano di svuotare gli appartamenti dai vecchi mobili oggi si sono reinventate e trasformate in attività commerciali.

Per far questo mestiere non basta però l’esperienza, serve un’ampia cultura sulla storia del design italiano, sui suoi personaggi e sul valore attribuibile ad ogni pezzo. Quando si decide di acquistare un mobile o un oggetto d’epoca sarebbe bene, infatti, tenere in considerazione marchio di fabbrica, numero di serie se presente, materiali ed eventuali restauri apportati nel tempo. Numerose sono infatti le imitazioni, per quanto in alcuni casi ben riuscite.

0