Il tempismo dell’arte, le opere di Turi Sottile. Equilibrio di masse, equilibrio cromatico, ricerca delle texture, delle trasparenze, delle velature e della luce sono prerogative immancabili nella pittura di Turi Sottile. Nato il 21 febbraio 1934 ad Acireale, il giovane artista apprende i primi rudimenti dell’arte intorno ai 9 anni nella bottega di un vecchio pittore, Giuseppe Bellavista, di estrazione impressionista, che lo inizia alla pittura figurativa. Durante gli studi classici, comincia a conoscere i grandi maestri del passato come Matisse, Picasso, Delacroix, Mondrian, De Kooning, Hartung e Twombly dai quali trae linfa per il suo futuro di artista. Più per gioco che per reale convinzione, intorno agli anni ’50, inizia ad interessarsi dell’arte concettuale costruendo oggetti che Vincenzo De Maria definisce “arte emozionale”. E’ così che il suo studio di Acireale diventa un laboratorio di creatività in cui simulazioni di scontri automobilistici, bufere in agguato dietro persiane chiuse e l’invenzione dell’ “acqua solida” prendono forma. Qualche anno dopo però accantona questa forma d’arte per dedicarsi esclusivamente alla pittura.
Partecipando a diverse mostre collettive, nel ’58 decide di esporre la sua prima collezione personale a Messina. Intorno agli anni Sessanta inseritosi nella corrente della nuova figurazione, inizia ad assorbire le nozioni fondamentali che lo porteranno dopo quasi dieci anni all’invenzione di quella che diventerà la tecnica per realizzare i suoi “cosmopaesaggi” definiti dal critico Filiberto Menna “iperrealismo fantastico”. Introduzione di nuovi mezzi e supporti, che sostituiscono la tela tradizionale, microballs, iridescenze e rifrangenze, fanno si che l’arte di Sottile riesca a creare situazioni di luminosità variabili che interagiscono con la mobilità dell’osservatore. Questa originale forma d’arte porta le sue opere all’interno delle più importanti esposizioni di collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero. Inizia il periodo dei grandi viaggi culturali che lo portano in Tanzania, Kenia, Venezuela, Uruguay, Perù, Cile, Brasile, Messico, ma anche in Cina, Giappone, Australia per ritornare prima in America del Nord e poi in America del Sud, durante i quali espone in varie mostre e tiene conferenze e corsi di pittura contemporanea europea in diverse scuole e università argentine. Diventa responsabile per l’Italia e membro della Commissione Internazionale per l’assegnazione dei premi della Biennale Internazionale di Architettura Urbanistica di Buenos Aires.
Per diciassette anni, sotto la presidenza dell’avvocato Grasso Leanza, promuove e dirige la Rassegna Internazionale d’Arte, facendo diventare Acireale il centro di questo grande evento culturale. Una rassegna che diventerà “il fiore all’occhiello” per tutti i critici che di anno in anno si contendono l’organizzazione. Si ricordano in particolar modo: “Il verosimile critico” (Mussa-Trini-Menna), “Circuito chiusoaperto” (Mussa), e “Opere fatte ad arte” nel 1979 con la quale il critico Achille Bonito Oliva fa nascere la “Transavanguardia”, tendenza che ripresenterà nel 1980 alla Biennale di Venezia. Nel ’73 si trasferisce a Roma. Turi Sottile è un quarantenne che ha dedicato alla pittura le sue energie migliori e necessita ormai di cimentarsi in un teatro d’azione più complesso: non è un solitario, e nel dialogo, nello scontro, anche nella polemica, il suo segno si esalta e lo spirito di ricerca si acuisce.
Negli anni ’79-80, si reca per una breve permanenza in Russia e, lavorando in una bottega artigiana, apprende la tecnica per l’elaborazione delle icone. Tornato nel bel paese dipinge le “Immagini catturate” per le quali il critico Italo Mussa conia il termine “Lacerti estrapolati dalla Pittura Colta” da qui la nascita della corrente: “Pittura Colta”, teorizzata dallo stesso Mussa. Del 1982 sono le prime “Immagini mnemoniche”. Per molti anni dipinge un reinventato espressionismo astratto con particolare attenzione all’evoluzione del segno, che lo conduce all’attuale gestualità. Turi Sottile si può definire un ricercatore, un inventore di nuove tecniche, un viaggiatore, in Arte un nomade come nomade è la sua Arte che spazia sapientemente dalla pittura, alla musica, alla narrativa. Recenti e importanti mostre antologiche sono state allestite nel corso della sua attività artistica anche a Buones Aires (1997), a New York (1999), ad Atene (2004), a Roma (2006), ad Acireale (2007).

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