L’Associazione Nazionale Case della Memoria ha ratificato l’ingresso nella sua rete della Casa del Beato Giuseppe Puglisi di Palermo. Il prete ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993 a causa dell’incessante lotta alla mafia. La Regione ha dichiarato la Casa bene di interesse etnoantropologico e storico.

Don Puglisi si è speso per il recupero dei bambini e degli adolescenti già reclutati dalla criminalità mafiosa, riaffermando nel quartiere una cultura della legalità. Questa sua attività pastorale, come ricostruito dalle inchieste giudiziarie, ha costituito un movente dell’omicidio, i cui esecutori e mandanti sono stati arrestati e condannati.

La Casa, che diviene tutt’uno con Piazzale Anita Garibaldi, luogo del suo martirio, è l’appartamento dove Padre Puglisi vive coi genitori, per ritornarci nel 1986 fino al giorno della sua uccisione. La casa, in particolare, offre al visitatore un’esperienza di vita, per non dimenticare il passato e ispirarsi al suo messaggio.

Le parole dell’Associazione

«Quella di Don Puglisi è la quinta casa siciliana che entra a far parte dell’associazione- commenta Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria –. Siamo felici di rafforzare il legame con la Sicilia nel nome di un prete coraggioso, morto per riaffermare il valore della pace e della legalità».

«Un altro importante passo per la tutela della memoria, intesa non solo come tutela di un valore storico e culturale, ma anche e soprattutto civile – aggiunge il vicepresidente dell’Associazione, Marco Capaccioli –. Nella casa di Palermo, nella piazza su cui si affaccia, c’è un pezzo di storia dell’Italia. Di un’Italia coraggiosa e generosa, racchiusa nel sorriso di un sacerdote il cui ricordo dev’essere per tutti fonte d’ispirazione».

«Una cultura intesa non come principio formale ma come espressione e fattore di sviluppo culturale. Oggi, la rete museale delle Case della Memoria parla della importanza democratica e civile della legalità per ogni comunità», afferma Giuseppe Nuccio Iacono, coordinatore dell’Associazione in Sicilia.

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