D’arte contemporanea o moderna, di storia o archeologia, di scienza o tecnologia, etnografici o antropologici, sono tantissimi i musei nel mondo che giornalmente accolgono migliaia di visitatori. Ma cosa si chiede oggi ad un museo che sta per nascere? Beh, la risposta può essere riassunta in una sola parola: stupire! Per poter ammaliare e catturare l’attenzione dei visitatori i nuovi musei puntano non solo sul loro contenuto: collezioni, mostre, opere stravaganti ma anche e soprattutto sull’architettura esterna. Il museo moderno si arricchisce di nuove finalità e significati ed è dunque l’architettura stessa ad essere concepita come un’opera spettacolare che si inserisce nella scena urbana creando forte impatto, curiosità e voglia di scoprire, a chiunque vi si trovi dinanzi. Un modo questo per attirare l’attenzione di turisti e passanti ed allontanare l’incombente minaccia che “l’arte si chiuda in un’autoreferenzialità criptata ed elitaria”. Grazie all’inventiva di architetti di spicco, il museo del nuovo secolo diventa simbolo della contemporaneità e specchio della società moderna basata sull’esteticità e sull’apparire. I progetti studiati e curati minuziosamente diventano capolavori avveniristici. Numerose sono le strutture museali in fase di costruzione che attingono a questi criteri per la loro realizzazione. Tra queste strutture super moderne che stanno per trionfare sullo scenario architettonico attuale ve ne sono alcune di indiscutibile pregio.

Whitney Museum of American Art
Il famosissimo Whitney Museum of American Art fondato negli anni ’30 sta per ampliare la propria fama costruendo un secondo edificio. Il nuovo museo, progettato dall’architetto italiano Renzo Piano, aprirà al pubblico nella primavera del 2015. Situato al centro di Manhattan, si affaccerà da un lato sul fiume Hudson e dall’altro sullo High Line, il parco passeggiata ricavato da una ferrovia dismessa. La nuova struttura si estenderà su 200.000 m2 e comprenderà una serie di gallerie al coperto tra cui una adibita per le mostre temporanee, rigorosamente senza colonne, di circa 18.000 m2, che la rende la più grande galleria di New York City. Un vasto spazio espositivo all’aperto ospiterà una galleria hall, due piani per la collezione permanente, uno spazio ad hoc per i progetti contemporanei al piano superiore ed infine delle terrazze con vista. Particolarissimo è l’ingresso a sbalzo che trasforma l’area al di fuori dell’edificio in un grande spazio pubblico coperto dove i visitatori potranno ammirare in un emozionante mix, il lato ovest del fiume Hudson, il parco e le grandi strutture industriali riunite tutte attorno. L’edificio comprenderà anche un centro di formazione, una sala per film, video e performance con una galleria all’aperto adiacente, un teatro di 170 posti con vista mozzafiato ed una biblioteca con sala di lettura. Il design fortemente asimmetrico risponde al carattere industriale degli edifici circostanti. Al momento è possibile vedere solo l’involucro del Whitney Museo ma fra meno di un anno potremo avventurarci al suo interno e poter constatare come attraverso le grandi pareti finestrate esso sia in grado di creare una sorta di dialogo tra spazi aperti e chiusi ridefinendo in tal modo la severa monumentalità architettonica del museo di un tempo.

Museo delle Culture di Milano
Altro museo che merita di essere citato per la sua altissima qualità architettonica è il Museo delle Culture di Milano, che avrà sede presso l’ex area Ansaldo in zona Tortona. Il progetto affidato all’architetto inglese David Chipperfield sarà completato in autunno. Una costruzione alquanto singolare che prevede la ristrutturazione di alcuni edifici esistenti e la costruzione di una nuova struttura quadribolata di vetro opaco posta al centro dello stabile. Questa sorta di quadrifoglio, illuminato 24 ore su 24, la cui geometria si presenta evidentemente diversa da quella degli altri volumi, rappresenterà il cuore dell’intero edificio e sarà lo snodo di percorsi che porteranno, attraverso un sistema di camminamenti, agli spazi adibiti per le esposizioni temporanee e alle altre sale destinate ad ospitare piccoli nuclei di raccolte etnografiche. L’edificio si svilupperà su tre piani e sarà strutturato in quattro zone distinte, ma ben collegate: zona esposizione, zona conservazione, zona uffici e zona per il pubblico, raggiungendo una superficie totale di circa 8.600 m2. Questo importante polo museale prevederà la stretta integrazione fra funzioni museali e attività culturali e troverà il suo fulcro nelle collezioni extraeuropee delle Raccolte d’Arte Applicata, formate a partire dalla seconda metà dell’Ottocento e per tutto il Novecento, oggi interamente custoditi nei depositi del Castello Sforzesco e non visibili per mancanza di spazi espositivi in quella sede.

Zayed National Museum
Infine il progetto dei due architetti di fama internazionale Foster & Partners per la costruzione dello Zayed National Museum nasce dall’idea di dare un degno omaggio alla memoria del defunto presidente degli Emirati Arabi. Il design del museo è infatti ispirato all’amore per il volo e i volatili del presidente Sheikh Zayed morto nel 2004. L’edificio, il cui completamento è previsto per il 2016, avrà una conformazione molto particolare: cinque torri somiglianti alla punta delle ali piumate di un falco al cui interno saranno allestite gallerie e spazi espositivi che racconteranno ai visitatori la storia e la cultura degli Emirati Arabi. L’edificio, dalla struttura in acciaio, sarà circondato da acqua ed immerso in giardini. Il nucleo del Museo sarà costituito dalla piuma più alta, ben 125 metri e tappezzato da una serie di pannelli solari utili a riscaldare l’acqua. Per la realizzazione verranno utilizzati materiali ecocompatibili e tecniche di ultima generazione.

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