Liberi professionisti, lavoratori autonomi, associazioni che intendono avviare un’attività professionale ma anche persone fisiche, oggi possono lavorare insieme condividendo spazi e attrezzature.
In che modo? Con il coworking. Un luogo d’incontro, di scambi professionali e di potenziali rapporti sinergici che nasce negli Stati Uniti alla fine degli anni 90. Da allora, si diffonde molto rapidamente: lavorare a stretto contatto con altri professionisti diventa uno stimolo importante per lo scambio di idee e di creatività. Il modello arriva in Italia molti anni dopo, in conseguenza dell’aumento delle persone che intraprendono un percorso lavorativo in proprio, che vedono nel coworking anche l’opportunità di abbassare i costi di gestione e pagare prezzi contenuti. Questo fenomeno è giunto anche a Ragusa dove il Comune ha messo a disposizione in via sperimentale gratuitamente spazi attrezzati, dotati di connessione internet dove praticare esperienze di coworking. Una modalità lavorativa che offre dunque svariati vantaggi in primis la condivisione non solo degli spazi ma anche della conoscenza grazie proprio alla possibilità di creare sinergie fra professionisti, startupper e freelancers.
A differenza del tipico ambiente d’ufficio, infatti coloro che fanno coworking non sono in genere impiegati nella stessa organizzazione, si tratta invece di un gruppo di persone che lavorano in modo indipendente, ma che condividono dei valori.
Un’alternativa formativa e produttiva un po’ fuori dagli schemi che pone fine all’isolamento derivante dal lavoro in un ufficio proprio o a casa.

0