Inaugurata il 21 febbraio ed aperta fino al 21 giugno 2015, allestita a Torino presso il Museo Ettore Fico, l’interessante mostra Plastic Days è curata da Cecilia Cecchini e Marco Petroni.
Un’esposizione che racconta le trasformazioni avvenute negli ultimi centocinquanta anni ripercorrendo la storia della grande e molteplice famiglia dei materiali plastici. Dall’articolata analisi di circa 600 oggetti facenti parte della collezione della Fondazione Plart, Plastiche e Arte di Maria Pia Incutti Paliotto, la mostra si presenta come una sorta di testimonianza del passato capace di disegnare un particolare percorso di lettura del nostro tempo, rivisitato attraverso un principio che mescola arte, design e costume. Oggetti rari, prime serie di produzione, pezzi di grande tiratura di designer famosi e non, provenienti da tutte le parti del mondo, che raccontano la storia di un materiale giovane che ha pervaso la nostra quotidianità. Il percorso espositivo è organizzato per macro aree: dalle pre-sintetiche, nate dalla metà dell’Ottocento, frutto di ingegnose combinazioni e realizzate in bois durci, galatite e nitrato di cellulosa; a quelle più contemporanee che indagano sul possibile futuro di questi materiali in un’ottica più sostenibile e svincolata dal petrolio, passando per le plastiche del Made in Italy. Una macro area quest’ultima interamente dedicata ad oggetti di grande funzionalità che hanno arredato la maggior parte delle case italiane diventando delle icone onnipresenti del nostro immaginario. Tra questi, pezzi prodotti da Gufram, storica azienda torinese di sedute e componenti d’arredo dall’estetica rivoluzionaria e dai colori accesi; un’ampia campionatura di strumenti di diffusione e riproduzione sonora che creano un inevitabile effetto “amarcord” e per concluderela sezione Vanità che da un tocco chic all’esposizione mettendo in mostra un mondo fatto di lacche, ori, avori, smalti, pietre preziose e cristalli tutti realizzati con materiali plastici.

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