Volge al termine la selezione per il prestigioso premio Mies Van Der Rohe 2015, il più alto riconoscimento nel campo dell’architettura contemporanea. La competizione, istituita nel 1987, dal 2001 è divenuta la manifestazione di architettura ufficiale dell’UE. Il premio biennale, indetto dall’omonima Fondazione e rivolto solo ai progetti realizzati nel vecchio continente, mira ad evidenziare l’importante ruolo che ha lo sviluppo delle nuove tecnologie in campo architettonico. “Questo concorso ci permette di verificare la qualità europea, il suo potenziale creativo e innovativo e la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti sociali, politici ed economici” – ha dichiarato Antonio Vives, Presidente della Fundació Mies van der Rohe e vicesindaco della città di Barcellona. Ad ogni edizione, la giuria sceglie due opere: una che riceve il premio.
Dell’Unione Europea per l’architettura contemporanea in riconoscimento delle sue qualità concettuali, tecniche e costruttive, del valore di 60.000 €; e l’altra che riceve la Menzione Speciale Emerging Architect con un premio di 20.000€, da assegnare ai professionisti all’inizio della loro carriera. Novità di questo 2015 è lo Young Talent Architecture Prize (YTAP), premio da riconoscere al miglior progetto di tesi di laurea dell’anno accademico 2014-2015, al cui autore verrà data la possibilità di uno stage presso lo studio di architettura vincitore. Infine la giuria seleziona una serie di opere da inserire nel catalogo Award. Tutti i premi, sono inoltre accompagnati da un oggetto-simbolo della Fondazione, che riproduce il Padiglione Tedesco progettato da Mies (1929). Se da un lato il premio richiama l’attenzione sul grande contributo dei professionisti europei nella costruzione delle nostre città, allo stesso tempo, stimola una maggiore circolazione di professionisti in tutta l’UE per commissioni transnazionali e sostiene le start up di giovani promettenti. Copenaghen, Berlino e Rotterdam sono le città che hanno raccolto la maggior parte delle opere finaliste ma l’Italia può vantare quattro candidati d’eccezione: la Cantina Antinori a San Casciano Val di Pesa (FI) di Archea Associati; il padiglione Expo Gate di Milano dello Studio d’Architettura Scandurra; l’Hostel Wadi in Hoge Rielen in Belgio, dello Studio Associato Bernardo Secchi Paola Viganò; la Philharmonic Hall Szczecin in Polonia, dello studio italo-spagnolo Barozzi Veiga. La giuria di esperti, composta da architetti e accadecimici internazionali, sui 420 candidati iniziali ha effettuato due selezioni: una prima in cui il numero dei contendenti è sceso a 40 e una seconda in cui sono stati scelti i 5 finalisti. In attesa dell’8 maggio, data in cui verrà annunciato il nome del vincitore per l’edizione 2015 passiamo in rassegna i 5 progetti in gara: la Cantina Antinori dello studio Archea Associati; la Filarmonica di Szczecin dello studio italo-spagnolo BarozziVeiga; il Ravensburg Art Museum dello studio Lederer Ragnarsdóttir Oei, il Danish Maritime Museum a Helsingør di Bjarke Ingels Group e il Saw Swee Hock Student Centre della London School of Economics dello studio irlandese O’Donnell + Tuomey.

Cantina Antinori
Collocata nello straordinario contesto collinare del Chianti, la ristrutturazione di questo immobile è stata portata a termine con l’obiettivo di valorizzare il paesaggio e il territorio circostante come espressione culturale e sociale dei luoghi di produzione del vino. Il progetto integra il costruito al paesaggio: il complesso è dissimulato attraverso la realizzazione di una copertura costituita da un appezzamento coltivato a vigneto e disegnato da due tagli che permettono l’ingresso della luce all’interno dell’immobile. Le aperture svelano quindi l’interno: ai piani inferiori sono distribuiti gli spazi uffici e le aree espositive, strutturati come un belvedere sulle zone di vinificazione, mentre in quelli superiori si aprono le zone di imbottigliamento e immagazzinamento. Il cuore della cantina, dove il vino matura nelle barriques, è uno spazio nascosto per rendere ottimali le condizioni termo-igrometriche del processo di fermentazione. La struttura è articolata come un percorso conoscitivo dalla cantina e i vigneti, attraverso zone produttive ed espositive che vanno dal frantoio, alla vinsanteria, al ristorante, fino al piano che ospita l’auditorium, il museo, la biblioteca e le sale di degustazione. I materiali e le tecnologie evocano con semplicità la tradizione locale.

Philarmonic Hall
Ubicata a Settino, città dal grande background storico oggi orientata al futuro, la struttura rappresenta l’enfasi di questo cambiamento. L’edificio sorge sul sito del vecchio Konzerthaus, demolito durante la II Guerra Mondiale. Esso crea un legame tra questo passato culturale e un nuovo concetto di architettura aperto alla città e ai suoi visitatori. La Philharmonic Hall aspira ad un’architettura pura e chiara, che condensa la sua forza in pochi elementi espressivi. Il nuovo edificio sembra un immenso cristallo, il suo aspetto continua a cambiare con i riflessi delle stagioni, del cielo e della città. Progettato per ottenere un aspetto omogeneo, la sera, grazie ad un’illuminazione al led posta lungo il perimetro, si trasforma in una scatola luminosa. La parte interna della facciata funge da parete acustica. Il suo ritmo verticale segue l’ingresso fino a raggiungere le sale da concerto in calcestruzzo. L’ingresso monumentale è un grande spazio vuoto illuminato da lucernari posti nel tetto e plasmato dai volumi delle due sale da concerto, pensate come due scatole sospese. La sala sinfonica è, invece, una leggera struttura in acciaio ricoperta da un rivestimento in legno che si sospende sopra il pubblico.

Saw Swee Hock Student Centre
L’edificio, progettato per incarnare il dinamico ruolo di un Centro Studentesco, comprende: un pub, un caffè letterario, un luogo di preghiera, gli uffici, una palestra, uno studio di danza e vari spazi sociali. Londra è una città di mattoni. L’intera struttura è, quindi, rivestita da mattoni disposti in un pattern specifico che crea un fantastico effetto di luce pezzata di giorno e lo rende luminoso come una lanterna di notte. Lo spazio interno fluisce liberamente sia in pianta che in sezione ed ha l’aspetto di un magazzino vissuto. Una combinazione di cemento armato e carpenteria per la struttura: capriate in acciaio e coste di cemento si estendono sopra i grandi spazi dal pavimento in legno massello, colonne in acciaio circolari sostengono i piani degli uffici e valorizzano il piano aperto della caffetteria. Ogni spazio è dotato di luce e di una vista in almeno una direzione. Ogni area di lavoro guarda al mondo esterno.

Danish Maritime Museum A Helsingør
Il nuovo museo di 6.000 m² si trova in un contesto storico unico, adiacente ad uno degli edifici più importanti della Danimarca, il Castello di Kronborg. Lasciando le antiche mura del bacino intatte, le gallerie sono state collocate sotto terra e disposte in un loop continuo intorno alle mura del bacino di carenaggio. Il molo diviene quindi il fulcro della mostra: una zona esterna aperta ai visitatori. Una serie di tre ponti a doppio livello abbracciano il bacino di carenaggio, che serve come connessione urbana e fornisce la possibilità di accedere agevolmente alle diverse sezioni del museo. BjarkeIngels dice: “Affiancando al vecchio bacino il progetto del museo, abbiamo preservato la struttura del patrimonio, trasformandolo così in un cortile, e portato il cuore del museo sommerso alla luce. Lasciando il bacino come un abisso urbano, si fornisce al museo una facciata interna di fronte al vuoto e allo stesso tempo, si offre ai cittadini di Helsingør un nuovo spazio pubblico, profondo 8 m sotto il livello del mare“.

Il Museo D’arte Di Ravensburg
L’edifico grazie ai materiali familiari e ad una geometria semplice si orienta sia agli interessi urbanistici che alle moderne sfide energetiche ed architettoniche. La struttura si inserisce armoniosamente e con discrezione nel contesto storico della città, divenendo punto di riferimento per il design. Basandosi su un semplice concetto spaziale il museo, chiuso con un guscio esterno di mattoni riciclati, al suo interno si apre su di un ingresso rettangolare dove spazi espositivi neutri si alternano agli elementi circolari. Vecchio e nuovo convivono per un contrasto evidente. Un connubio che affascina per discrezione ed efficienza. Particolarità del progetto è il rispetto degli standard della casa passiva: è dotato di prese d’aria, così che calore e raffreddamento si attivino quando necessario riducendo l’apporto di energia primaria al minimo.

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