L’evoluzione tecnologica è stata spesso ispirata dal cinema che è tutt’oggi una vera e propria finestra sul futuro. Quello che qualche regista visionario ha immaginato, noi lo abbiamo sviluppato. Tecnologie come la realtà virtuale o gli ologrammi esistono già, seppur le reputiamo ancora fantascienza, questo perché non vediamo oltre il nostro naso e non le troviamo sugli scaffali dei supermercati.

Gli smartphone ci hanno introdotto al concetto di realtà aumentata: puoi limitarti ad aprire la fotocamera per renderti subito conto che c’è un’interfaccia grafica sovrapposta alla porzione di mondo reale inquadrata, questa individua i volti presenti, ci segnala se la luce è sufficiente al fine di evitare che la foto venga buia e tanto altro. Infatti la realtà aumentata è questo: elementi grafici non reali sovrapposti al mondo reale che rimane il nostro punto di riferimentoIl device che andremo ad utilizzare è opzionale, ovviamente lo smartphone è l’oggetto più diffuso e ha già incentivato moltissimi a sviluppare app per la realtà aumentata.

Un piccolo e grande esempio di applicazione è stata quella ideata dal colosso Ikea che tramite dei mark points da stampare ci permette di vedere come starebbe “quel divano” all’interno del nostro salotto; tutto sullo schermo del nostro Ipad.

Per chi invece volesse vedere il futuro direttamente dal proprio punto di vista, piuttosto che da quello della fotocamera di un dispositivo, troviamo in rete diversi prototipi capaci di proiettare immagini su una o piu lenti che possiamo indossare come un comunissimo paio di occhiali.

Ma cosa può fare le realtà aumentata? Già negli anni ’70 si lavorava in ambito militare a tecnologie che avrebbero permesso, da lì a poco, di proiettare informazioni di volo direttamente sulla visiera dei caschi dei piloti caccia; da quel momento ad oggi qualche passo avanti è stato fatto.

I Google Glass, anche se per via del loro prezzo e del nostro scetticismo non hanno conquistato il mondo, possono fungere da tom tom o permetterci di leggere le email mentre guardiamo dove mettere i piedi. Il successore diretto degli occhiali di Google è firmato Microsoft e si chiama Hololens, un “mascherone” con un milione di applicazioni possibili, capace di far diventare la nostra realtà aumentata una vera e propria realtà virtuale. Anche in questo caso (come per i google glass) c’è un proiettore che riflette le immagini direttamente sulla lente che abbiamo davanti agli occhi e, date le dimensioni estese di questa, è possibile proiettare qualsiasi elemento grafico su tutto il nostro campo visivo.

Adesso immaginiamo ad esempio di visitare un centro storico o un museo e immaginiamo la miriade di informazioni che possono apparire automaticamente di fianco le opere che vediamo. Il turismo e la formazione sono quindi i campi di applicazione più adatti per l’utilizzo di questa “nuova” tecnologia.

Alcune start up, subito copiate dai grandi marchi, hanno già messo sul mercato prodotti di uso comune maggiorati dalla realtà aumentata. Parliamo di settori dove questa non ricopre un ruolo ludico, bensì una componente aggiuntiva che ha, per esempio, lo scopo di aumentare la sicurezza dell’utente che la utilizza, come per i caschi delle moto e gli abitacoli delle auto.

 Per usufruire della realtà aumentata e scoprirne il potenziale, comunque, non abbiamo bisogno di costosi gadget: basta uno smartphone e un po’ di fantasia.

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