Dopo gli slogan bevi e guida responsabilmente arriva da Londra il nuovo motto “Respira responsabilmente!”.

Una frase che se non associata a quella che potrebbe diventare la nuova sbornia 2.0, può suonare un po’ strana. Addio dunque a calici, flut e cannucce: la nuova moda è quella di respirare l’alcol invece di sorseggiarlo. Un’idea davvero bizzarra, balzata nella mente di due giovani creativi Sam Bompas e Harry Parr che potrebbe rivoluzionare il concept dei tradizionali locali notturni e diventare il modello futuristico da seguire per chi vuole aprire un nuovo pub e stupire la propria clientela.

Il locale, denominato Alcoholic Architecture, si trova in un antico monastero e i cocktail portano nomi ispirati ai monaci. Un posto dove poter provare l’ebbrezza in tutti i sensi. Tutto questo perché l’alcol viene vaporizzato nell’aria e non servito. Attraverso dei potenti umidificatori, in grado di raggiunge un’umidità pari al 140%, all’interno del locale viene a crearsi una nube alcolica che riduce la visibilità di chi vi è dentro. Appena si entra ai clienti, al posto dei bicchieri vengono consegnate delle mantelline impermeabili per evitare che l’odore dell’alcol e l’umidità si attacchi ai vestiti.

Un’esperienza unica e stravagante in quanto l’alcol essendo inalato non passa dal fegato ma viene assorbito tramite i polmoni e i bulbi oculari producendo lo stesso effetto di quando si beve un drink. L’ingresso all’Alcoholic Architecture va prenotato e la permanenza all’interno del locale è di circa un’ora, il tempo esatto per inalare l’equivalente di un cocktail restando comunque sobri.

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