Ricettività esperenziale – Un nuovo modo di viaggiareCambia il modo di viaggiare e le esigenze di chi viaggia, sia per lavoro che per svago, cambiano le tecnologie e gli stili di vita, cambia l’approccio degli architetti e dei designer, cambiano le necessità dei professionisti nella gestione alberghiera.
Il settore della ricettività è in continua trasformazione. Oggi il mondo dell’hospitality è travolto da molteplici parametri: formule di alloggio, target di riferimento, stili architettonici, allestimento interni, servizi offerti e tanto altro ancora. Stare al passo con i tempi diviene obbligo imprescindibile degli stakeholders.
Interattività, fruibilità, trasparenza e wellness sono i drivers alla base della progettazione di una struttura ricettiva. Che sia essa un b&b, una casa vacanze, un ostello, un boutique hotel, un coworking hotel, una farm house e via dicendo, l’attenzione sarà da concentrare sulla customizzazione dell’esperienza. Sempre connessi alla rete, abbiamo oggi abitudini diverse da quelle delle generazioni precedenti e questo si riflette sul modo in cui orientiamo le nostre scelte di consumo. Usando internet per ogni esigenza, dal lavoro all’informazione, dalla comunicazione al passatempo, giudicano molto più autentico e significativo il parere di un altro consumatore che la comunicazione pubblicitaria unidirezionale vecchio stile.
Ciò che tutti cerchiamo nei nostri spostamenti è la possibilità di vivere esperienze talmente appaganti che valga la pena condividerle: un dettaglio della stanza, un cocktail scenografico, un piatto guarnito ad effetto sono le cose che desideriamo postare su Instagram. È su questo assunto di base che oggi dovrebbe basarsi la progettazione architettonica e di gestione di una struttura ricettiva che voglia sopravvivere fra i competitors. Occorre saper configurare ambienti e servizi per offrire un’esperienza adeguata alle aspettative del viaggiatore. Aspettative che nascono durante la ricerca della struttura più idonea che ovviamente avviene digitalmente e che deriva da immagini, elenco servizi, prezzo e commenti trovati sui differenti motori di ricerca. In una logica tutta digitale, ecco dunque i parametri che dettano l’essere o meno di una struttura Smart da condividere. Ad esempio, il classico spazio di rappresentanza dove si apre la reception, si fa ibrido puntando sui 5 principi base del coworking: apertura, accessibilità, collettività, sostenibilità e collaborazione. Uno spazio multifunzione ideato per rilassarsi, sorseggiare un aperitivo, ricercare informazioni, prendere appuntamenti di lavoro dotato necessariamente di Wi-fi e internet free e perché no, di pareti o tavoli interattivi per info/guide turistiche e prenotazione di locali ed eventi, sceslong e poltrone con prese elettriche limitrofe, libreria, edicola, smart tv, pay per view o sky. La camera ideale ospita un letto spazioso, circondato da prese elettriche e punti luce a differente intensità, un televisore 42” meglio se dotato di abbonamento sky o premium e Apple tv per connettere iPhone e iPad, un tablet dal quale prenotare i differenti servizi alberghieri (cibo, massaggio in spa) e controllare luci, tende, musica, temperatura, sveglia e ovviamente connessione wifi gratuita, veloce e di facile accesso. Un comfort che mette a suo agio il cliente, che lo induce a soffermarsi all’interno della struttura proprio per la facilità e la comodità con cui da lì può proiettarsi verso l’esterno. Disponibilità di biciclette e skateboard, louge bar, sala cinema, lavanderia -stireria in tempo reale, personal shopper, personal trainer, insonorizzazione, controllo della qualità dell’aria e dell’acqua, banca del cuscino, assenza di orari per la colazione, per il ristorante, per la palestra, per l’area benessere, la semplificazione di check-in e check-out: ogni servizio che migliori la relazione tra cliente e struttura, tra cliente e città, che lo agevoli nella sua permanenza, è di fondamentale valore.

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