Che valore assume un’opera d’arte se spostata dal suo naturale contesto? Ogni volta che qualcuno prova a proporre espressioni artistiche “fuori luogo”, come un pezzo di teatro in un parco urbano, il virtuosismo di un violino classico in una stazione metropolitana, un dipinto sulla facciata di grattacielo, un allestimento naturale in un contesto urbano o viceversa un allestimento urbano in un contesto naturale, questa domanda diviene lecita. Se fino a poco tempo fa pensare di provare a portare l’arte fuori dai teatri e dai musei, dalle scuole e dai libri sembrava una cosa con poco senso oggi le espressioni artistiche decontestualizzate brulicano dappertutto.

La propensione è quella di ricontestualizzare strategicamente l’arte. Un esempio è quello che fece Marcel Duchamp, uno dei maggiori esponenti del movimento avanguardista Dada, quando realizzò l’opera “Fontana” che firmò sotto lo pseudonimo di R. Mutt: un orinatoio maschile capovolto.
L’intento? Quello di conferire all’oggetto semplice, quotidiano e convenzionale, il potere di spiazzare l’osservatore. Lui portava il comune all’interno dei luoghi istituzionali per trasformalo in arte, gli artisti di adesso portano invece le loro opere fuori dai consueti contesti per renderle di uso comune. Sono in pochi quelli che paiono stupirsi nell’imbattersi in una di queste manifestazioni artistiche al giorno d’oggi! Sono dappertutto e ve ne sono di ogni sorta.

La cultura dell’estetica straccia le vesti del conformismo e diviene sociale e pubblica. Il valore di un’opera d’arte, di un dipinto, di un brano musicale, di un testo letterario non necessariamente oggi nasce incorniciato in un contesto definito. Non è più la cornice a generare la validità di un’opera ma l’opera in se.
Questa deve stupire, deve rivoluzionare ed emozionare nello stimolare le sensazioni e le percezioni degli astanti. Sta all’artista l’onere di far considerare la sua opera degna di rientrare nell’immenso significato della parola arte! Non più canoni dettati da autorità di critici e cultori della materia. Adesso le valutazioni vengono dalla folla, è loro che bisogna colpire! Si potrebbe affermare che la pratica della decontestualizzazione e successiva ricontestualizzazione è divenuta meccanismo essenziale e strategico alla costruzione dell’opera d’arte.

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