L’entroterra siciliano regala tesori tutti da scoprire. È il caso della borgata di Villarosa, nell’Ennese, chiamata Villapriolo.

Grazie al recupero di alcune case, è diventato un “paese Museo”, in cui trovare tradizioni, usi e costumi della civiltà contadina e mineraria.
Sul posto si potranno scoprire l’abitazione del “Contadino fine ‘800”, il “Baglio del Grano”, il “Baglio del Casaro”, la “Stalla con le attrezzature del tempo”, la “Bottega del Ciabattino”, la “Casa del Carretto Siciliano” e la “Casa dello Zolfataio”, ovvero l’antico operaio delle miniere locali, dove sono in mostra una cassaforte in ferro utilizzato dal proprietario della miniera per custodire i soldi da distribuire dopo il lavoro agli operai e un libretto contabile del 1937.

Una volta in paese, non si può fare a meno di visitarlo. Con i suoi circa 678 abitanti, vanta un’antica storia medievale. Fondato nel 1515, distrutto da un terremoto nel 1693, nel 1735 fu ricostruito e divenne feudo della famiglia Notarbartolo.
Tra i monumenti più importanti a Villarosa, una Torre Civica a pianta quadrata alta 15 metri, con quattro aperture nella parte superiore, dalle quali si domina la piazza.
E ancora, il “Calvario” ovvero una scalinata fatta costruire nel 1857 da padre Luigi della Confraternita del SS. Crocifisso allora esistente nel paese, con il denaro raccolto dai fedeli. Salendo la scalinata lungo le pareti è rappresentata, con bassorilievi, la Via Crucis

Leggende sul paese.

Il “Cavaliere bianco”. Narra di un signore vestito di bianco che a cavallo vagava per il paese. Se qualcuno fosse riuscito a toccarlo sarebbe diventato ricchissimo perché cavallo e cavaliere si sarebbero tramutati in denaro.

“La fata della grotta” . Si narra che appariva in sogno dando delle indicazioni precise per recarsi in un luogo dove scavando si sarebbe trovato un tesoro. La grotta durante la guerra servì agli abitanti come rifugio dai bombardamenti.

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