Poter rappresentare una grossa fetta della golosa torta Expo è per la Sicilia un’occasione da non perdere. Un trampolino per rilanciare prodotti enogastronomici, storia, cultura, tradizioni e bellezze naturali non del tutto note. A differenza delle precedenti, questa edizione milanese raggruppa i Paesi in padiglioni collettivi non secondo criteri geografici ma secondo identità tematiche e filiere alimentari. In questo modo il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” viene trattato seguendo percorsi di dialogo e interazione su nove grandi argomenti: i Cluster. Agricoltura e nutrizione nelle zone aride, Isole, mare e nutrizione, Riso, Cacao, Caffè, Frutta e legumi, Cereali e tuberi, Spezie e Bio-Mediterraneo, di cui la Regione Sicilia sarà capofila. A oggi questo è l’unico Cluster guidato da un’istituzione pubblica e la Regione non può che compiacersi.
“Nel bacino mediterraneo, il pasto non è semplicemente l’atto del nutrirsi, ma rimanda a molti aspetti della vita sociale e culturale condivisi – afferma l’assessore regionale all’agricoltura Paolo Ezchia Reale – non parlerei, pertanto solo di dieta mediterranea ma di stile di vita mediterraneo. Un modo di vivere in cui accoglienza, valori, tempi, qualità dei prodotti e processi di lavorazione costituiscono l’essenza stessa di un saper vivere. Uno stile che ha resistito alle regole della vita moderna. Ancora oggi, gli abitanti del bacino mediterraneo spendono più tempo nel preparare e nel consumare i cibi di qualsiasi altro popolo”. A rappresentare la nostra isola è Dario Cartabellotta, ex assessore all’agricoltura, che coordinerà gli undici Paesi del bacino mediterraneo facenti parte del cluster: Albania, Algeria, Egitto, Grecia, Libano, Malta, Montenegro, San Marino, Serbia e Tunisia. Onori e oneri per una terra che ha tanto da offrire ma che spesso viene fraintesa e sottovalutata. Una partita in cui il ruolo da ricoprire è quello del capitano. L’obiettivo è celebrare la dieta mediterranea nel senso più alto del termine, come descritto dall’Unesco quando le ha riservato il riconoscimento di Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
I cluster sono allocati in spazi definiti da una particolare architettura, quello capeggiato dalla nostra isola si distribuisce su un’estensione di 7.304 m2. Un’agorà centrale dove si affacciano 4 chiostri dedicati alla distribuzione di prodotti tipici e 12 edifici che ospitano gli spazi espositivi individuali dei singoli paesi. La zona comune ospiterà le cucine della tradizione dove i visitatori troveranno una selezione di prodotti tipici della cucina mediterranea: olio d’oliva, pane e vino. In questo spazio inoltre sarà possibile assistere alla preparazione dei cibi, agli incontri con personaggi della cultura e dell’arte, testimonial del mondo sportivo, sommelier e chef, e agli show cooking programmati. Sempre in quest’area sarà istallato un maxi schermo che accompagnerà la visita con immagini e collegamenti dalle più belle località del Mediterraneo. 20 milioni di visitatori previsti, una media di 15-20 mila al giorno con punte che superano i 30, 184 giorni e 3 eventi al dì, per un totale di oltre 5000 proposte, fra le quali: una mostra racconto il cui tema centrale è costituito dal legame fra luoghi e cibi, che vede la sovrapposizione e l’integrazione di tre elementi interpretati come parti di un’unica storia: il racconto per immagini, il racconto letterario e il racconto cinematografico; “Lungo le rotte dei Fenici”, un allestimento incentrato sui popoli da cui prende origine la tradizione della dieta mediterranea; “Il viaggio di Ulisse”, un percorso sulle scie dell’eroe omerico tra le produzioni agricole dei vari paesi; “Il grano, il pesce, il vino e l’olio”, un itinerario per scoprire in che modo sono stati declinati questi alimenti nelle varie etnie; “Le ceramiche mediterranee”, tradizione secolare in cui quella siciliana occupa un posto di rilievo. Grande importanza in tutte le manifestazioni sarà data al ruolo della donna perché nella storia è stato suo il compito di tramandare generazione dopo generazione la tradizione culinaria, le tecniche, le ricette e il rispetto dell’idea di convivialità. Per questo ogni paese indicherà una sua madrina che dovrà fare gli onori di casa.
Il Cluster Bio-Mediterraneo, in sintesi, è identità e integrazione, con la Sicilia baricentro storico, culturale e produttivo di una ricca e autentica cultura alimentare per costruire e promuovere la realizzazione di un mercato mediterraneo del cibo. La dieta mediterranea è fondata sul rispetto per il territorio e la biodiversità e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo. Il rito del pasto si manifesta anche attraverso le feste e le cerimonie: questi eventi diventano il ricettacolo di gesti di mutuo riconoscimento, ospitalità, vicinato, convivialità, trasmesse attraverso il dialogo interculturale. In questo insieme, i popoli del Mediterraneo ricostruiscono la loro identità e il loro senso di appartenenza permettendo di riconoscere in queste pratiche un elemento essenziale del loro comune patrimonio culturale. “Grazie a questa opportunità – ha dichiarato in un’intervista Cartabellotta – la Sicilia si candida a diventare uno dei territori di punta da visitare con l’Expo. L’obiettivo è proprio quello di intercettare nuovi flussi turistici interessati a conoscere, oltre alle nostre bellezze, anche la nostra millenaria cultura agroalimentare, una cultura nella quale si sono stratificate le pratiche agricole di tutte le popolazioni che hanno attraversato l’Isola e che oggi viene riassunta in tre marchi che promuovono il brand Sicilia: la Doc per i vini, l’Igp per l’olio extravergine di oliva e Qualità Sicura Sicilia per i prodotti del Born in Sicily”.

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