Organizzazione funzionale, stile, territorio, target, prodotto, trends di mercato, abitudini di consumo: questi i parametri presi in considerazione nel progettare spazi pubblici. Oggi le frontiere del design si misurano attraverso le tendenze architettoniche e d’arredo dei locali più interessanti sparsi per tutto il pianeta. Ad occhi più o meno attenti non è inconsueto imbattersi in elementi d’arredo, colori, rivestimenti a parete, singoli elementi… e poi rivederli identici o simili in un contesto e poi ancora in un altro. Non c’è da stupirsi! Non è un copia incolla, è semplicemente una tendenza! Quando parliamo di tendenza intendiamo una disposizione e o un’inclinazione, sia naturale e spontanea, sia acquisita e consapevole, verso un determinato orientamento, indirizzo, corrente che si determina all’interno di un movimento o di un fenomeno sociale, artistico, culturale in grado di condizionare le scelte e i gusti del pubblico. Progettare spazi dedicati ai consumi fuori casa e al divertimento è questione di creatività nel rispetto dell’evoluzione dei linguaggi estetici che definiscono e caratterizzano un determinato periodo storico. Ma come si fa a comprendere, distinguere, valutare e prevedere le Tendenze? A rispondere alla domanda un’interessante teoria dell’architetto milanese Andrea Langhi, secondo il quale le tendenze sono paragonabili ai terremoti: hanno effetti dirompenti ma non sono prevedibili se non quando hanno già iniziato a manifestarsi in qualche modo. A seguito di un’attenta e lunga analisi l’architetto si è reso conto che gli stili nell’interior design dei locali pubblici cambiano o semplicemente si evolvono con cadenza quinquennale. Anche se le occasioni d’uso di un locale pubblico ossia mangiare, bere, stare in compagnia rimangono sostanzialmente immutevoli, ciò che cambia è il modo in cui si usufruisce di questi disparati servizi. Cambia il prodotto: gourmet, street food, finger food, caffetteria, fusion, esotico, tradizionale… Cambia il servizio: alla carta, take way, self service, all you can eat… e quindi cambia anche l’ambiente dove le persone vivono questa esperienza. Ma come avviene tutto ciò? Più o meno attraverso due principi ci spiega Langhi. Il primo vede il cambiamento andare continuamente da un estremo all’altro: ricchezza vs essenziale in un circolo senza fine. Il secondo ci porta a pensare che questo passaggio da opulenza a minimalismo non sia mai netto, ossia non avremo un movimento secco da uno stile al suo opposto quanto, più che altro, un’evoluzione, una lenta contaminazione tra generi che rende meno traumatico il passaggio fra una tendenza e l’altra. In sintesi ogni volta che si afferma uno stile possiamo star certi che il successivo punterà sicuramente sul suo opposto. Ciò dipende dalla necessità dell’essere umano di vivere in continuo divenire. Così è nella moda, nell’arte, nella comunicazione. Non dobbiamo stupirci quindi che l’arredo e lo stile dei locali sembrino molto simili fra di loro, basta sapere che allorquando questo sentore sarà comune a molti vorrà dire che sarà arrivato il momento di cambiare e presto arriverà la prossima tendenza!

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